BLOG PERSONALE
Per ulteriori informazioni:
BLOG PERSONALE
Imparare è migliorare - Migliorare è crescere.
adriana.galvani@live.com | + 39 333-7533338
La strega Gala
Creiamo il Futuro dell’Educazione
Adriana Galvani
2025-06-21 16:43
2025-06-21 16:43
Educazione è la chiave del futuro
Educazione è collegata ai fenomeni economici, politici, psicologici.
Per raggiungere mete e fini occorre innanzitutto una educazione completa da parte della famiglia, e, solo dopo può intervenire quella della scuola.

La scuola non deve essere
una prigione,
ma un giardino di delizie.
SU DI ME
Racconto tramite questo Blog le mie idee, il mio concetto di vita e i miei ideali!
Vuoi collaborare?
Adriana e il viaggiare
Ci sono due strade diverse per muoversi ed esplorare il mondo: viaggiare oppure turismo.
Kapuscinski scrisse parole definitive sull’atteggiamento di chi si sposta geograficamente, ma culturalmente resta sempre nello stesso luogo. Si deve viaggiare con il corpo e con la testa
Un noto tour operator ha definito i suoi clienti “viaggiatori, non turisti”, sancendo la vergogna che si prova a essere etichettati come parte del turistodromo globale.
L’approccio di Adriana supera questa contrapposizione, perché applica ad entrambi il concetto di espansione, cioè il processo che si innesca quando, attraverso il viaggio o il turismo, un individuo modifica la percezione degli spazi, dei tempi, ma anche della propria personalità.
Viaggio e turismo divergono quindi per il grado e l’intensità di questa espansione. Nell’epoca della società liquida, il viaggio genera nuove opportunità, forze e sviluppi che consentono di arricchire ed esprimere liberamente la propria personalità. Quest’ultima è oggi sempre più fluida e meno costretta dall’influenza del contesto culturale, sociale e geografico. Il viaggiatore interrompe l’esistenza quotidiana, si distacca da quanto conosce e crea una seconda vita, attraverso un flusso di eventi - prima di partire, decide quanta parte della sua vita lo accompagnerà e prepara una valigia in cui sceglie tante o poche cose provenienti dal suo mondo - durante il viaggio, si confronta con l’altro e con culture diverse da quella di provenienza, affronta strade che saranno altrettante scuole. Vede, sente, odora e sperimenta cose inaspettate. E comincia a cambiare perché, seguendo le parole di Calvino, riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà al suo ritorno; non è identico a prima perché si è confrontato con altri punti di vista.
E' un arricchimento perché, come scrisse George Bernard Shaw, “se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.
Viaggio, dunque. La parola italiana deriva dal latino viaticum, la provvista necessaria durante un cammino. Qualcosa da mettere in valigia prima di partire. Ciò ha generato il francese voyage, lo spagnolo viaje e il portoghese viagens.
I popoli latini erano stanziali, vivevano in città circondate da mura oltre le quali si estendevano i campi coltivati. A viaggiare erano soldati e mercanti. Per loro, il viaggio era qualcosa che si faceva portandosi il cibo da casa propria. Nelle brughiere del Nord Europa, vivevano tribù di nomadi, per cui spostarsi e incontrare l’altro era normale. Per i moderni Tedeschi, discendenti di quei clan nomadi, viaggiare è Reise, che deriva dal latino orior, sorgere, ed è simile all’Inglese to rise. Il viaggio, metaforicamente, quindi è come la nascita di una vita, ossia di un percorso, di una esistenza che potrebbe essere travagliata. Ecco allora che in inglese, il viaggio è difficile, è travaglio, cioè travel. A Sud del Mediterraneo, il mondo islamico era abitato da turbolente tribù di conquistatori e mercanti, navigatori sia dei mari sia dei deserti, così il viaggio diventa sàfar. Oggi, il safari è una attività escursionistica per turisti in cerca di trofei o di caccia o fotografici, ma resta intatto il suo senso di ricerca di qualcosa da conquistare e riportare a casa per esibirlo a chi non è mai partito. Non c’è insomma molto accordo in giro per il mondo su cosa sia il viaggio.
Adriana supera tutte queste diversità, concentrandosi sull’unico elemento comune a tutte le diverse traduzioni: l’essere umano che viaggia in quanto esiste. Per quanto cambino le forme del viaggio, esso è un atto esistenziale di rinascita che innesca una nuova personalità, una seconda vita. In questa, il livello di educazione si innalza, l’auto-conoscenza e l’auto-controllo migliorano, così che l’individuo diviene padrone di sé. Viaggio o turismo, allora? Paul Valery sosteneva che “bisogna essere leggeri come un uccello, e non come una piuma”. L’uccello vola come una piuma, ma decide in quale direzione viaggiare. La piuma è sballottata dal vento e si posa quando non c’è più nessuno a spingere.
Chi viaggia per soddisfare le proprie aspirazioni è un uccello, la cui vita è in cielo, sulla terra o sopra il mare.
Riccardo Pirazzoli- UNIBO